La facilitazione… cos’è?

La facilitazione… cos’è?

Alla facilitazione ci si arriva perché si ama stare con le persone, lavorare insieme, vivere gli alti e bassi della vita di gruppo, stabilire obiettivi comuni, giungere a soluzioni condivise in modo cooperativo e partecipato. Per me è stato così. E il bello è scoprire poi che creatività e struttura non sono in contraddizione, anzi, servono entrambe, e quindi nella facilitazione ci sono sempre i momenti creativi di grande innovazione e gli spazi in cui si fa il punto, ci si ferma, si riflette, si tirano le somme. 

La facilitazione è l‘accompagnamento di un processo in un gruppo, per identificare potenzialità e renderle effettive, individuare soluzioni a problemi apparentemente insolubili, pianificare azioni condivise che massimizzino l’efficienza di gruppo. Si crea uno spazio – supportato da strumenti e format – nel quale il gruppo possa muoversi in modo auto-organizzato. Il presupposto dal quale si parte è che le potenzialità e le soluzioni per un cambiamento esistono già in modo latente nel sistema, basta solo farle venire alla luce. Il numero dei partecipanti non incide, anzi, nei grandi gruppi si possono adottare diversi metodi. 

Facilitare è quindi sinonimo di “rendere possibile” e io aggiungo “rendere possibile la vitalità”; sì, perché quando si creano spazi nei quali le persone possono dire e dare del proprio, prendono consapevolezza del noi che sta nascendo, e si spendono volentieri. Il facilitatore o la facilitatrice è responsabile per il metodo, lo spazio e il tempo entro i quali prende forma il processo di gruppo, non per i contenuti. 

I partecipanti entrano in contatto e in dialogo tra loro, conoscono le diverse prospettive e opinioni, si lasciano contaminare, si mettono in discussione. Fino ad arrivare poi al momento in cui si giunge a capire cosa si vuole realizzare insieme. La facilitazione qui serve a rendere effettivi i saperi e le potenzialità del gruppo e a giungere a idee che poi si trasformano in progetti. 

La facilitazione entra in campo nei processi di trasformazione e cambiamento all’interno delle organizzazioni, nello sviluppo di strategie, di progetti, nella risoluzione di problemi, nel creare una cultura aziendale orientata alle persone, nella risoluzione di conflitti. 

La mia passione è diventata la mia professione, ora mi auguro che ci siano molte organizzazioni e aziende interessate a sperimentare processi supportati dalla facilitazione.